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RNP – L’ALLENATORE DELLA SETTIMANA: Nino Leonardis (Nuova Gioiese)

RNP – L’ALLENATORE DELLA SETTIMANA: Nino Leonardis (Nuova Gioiese)
Dilettanti
27/11/2015 09:25 | A cura di Domenico Geria
ReggioNelPallone.it premia settimanalmente il miglior allenatore del calcio dilettantistico reggino. Vince Nino Leonardis, tecnico della Nuova Gioiese

Un riconoscimento a chi esalta lo spettacolo del calcio dilettantistico. Settimanalmente ReggioNelPallone.it – giornale sportivo online più letto in Calabria – premia il miglior allenatore nell’ambito del panorama dilettantistico reggino. Un premio destinato al tecnico di una squadra che si è distinta per una importante vittoria, una grande prestazione o un gesto particolarmente meritorio.

L’ALLENATORE DELLA SETTIMANA (1^ CATEGORIA – 2^ CATEGORIA – 3^ CATEGORIA) DI RNP E’ NINO LEONARDIS

Quello messo a segno dalla Gioiese a Gallina contro il San Giorgio, è stato un colpo esterno di quelli che sembrano mettere in chiaro le cose con tutte le possibili antagoniste. Contro i neroverdi, forti e ambiziosi, per di più in trasferta, i Viola hanno ottenuto un successo netto per 3-0, l’ennesima dimostrazione di superiorità della compagine pianigiana, leader della classifica, imbattuta sul campo tra campionato e coppa, con l’unica eccezione della sconfitta a tavolino contro il Val Gallico. Una squadra composta in fretta e furia per affrontare questo torneo, guidata da un tecnico esperto e carismatico, fine conoscitore del calcio dilettantistico calabrese, Nino Leonardis, il quale ha accettato la sfida offertagli dalla nuova dirigenza della Gioiese, per riportare in alto (e il più in fretta possibile) la Gioia Tauro calcistica.

Quando quest’estate le fu proposto di guidare la Gioiese in questa nuova, difficile risalita, quali sensazioni e quali pensieri l’hanno colpita innanzitutto?

Ero stato chiamato per guidare una società appena nata dalle ceneri di quella vecchia, con l’obiettivo di cominciare una nuova risalita. Il blasone della Gioiese non lo scopro certo io, ed esserne il tecnico mi inorgoglisce; mi sono sentito subito coinvolto, essendo stato a Gioia Tauro anche da calciatore, conobbi l’emozione di vincere un campionato con questa maglia addosso e sentire il calore e l’affetto dell’ambiente, sensazioni indimenticabili. Ho deciso subito di sposare la causa, mi è parsa una sfida affascinante; certo si sa che in caso di annata storta, il primo a pagare è sempre l’allenatore, ma questo non mi ha creato preoccupazioni: sapevo quel che facevo e con chi avrei avuto a che fare. Di certo la società si è prontamente mossa per costruire una squadra all’altezza del torneo di Prima Categoria; non so se alla vigilia fosse giusto darci per favoriti senza neanche sapere con quale squadra saremmo scesi in campo, anche se poi il campo ha dimostrato che possiamo ambire al primo posto. La difficoltà maggiore è stata quella di dover assemblare in brevissimo tempo un gruppo totalmente nuovo, composto da ragazzi che non avevano mai giocato assieme; quello che interessava sia me che la società era formare un gruppo fatto prima di uomini e poi di calciatori, e in questo ci siamo riusciti.

Primi in campionato, ai quarti di finale in Coppa Calabria: dove vuole arrivare questa Gioiese e quali potrebbero essere i maggiori ostacoli sulla sua strada?

A inizio stagione ci siamo posti due obiettivi: vincere il campionato e vincere la coppa; arrivati a dicembre siamo ben avviati su entrambi i fronti anche se la strada è ancora lunga. Stiamo parlando di una Gioiese che in campionato ha ottenuto 8 vittorie e 2 pareggi, anche se poi un successo ci è stato rigirato in sconfitta a tavolino, mentre in coppa abbiamo fatto un pareggio in mezzo a tutte vittorie e abbiamo la gara di ritorno con il San Giorgio da giocare la prossima settimana per andare in semifinale. In campionato ci sono squadre molto forti e ben attrezzate come lo stesso San Giorgio e il Bianco, oltre alla Pro Pellaro; da non sottovalutare il Val Gallico, partito male ma in forte ascesa vista la qualità dell’organico, e la Real, squadra composta da elementi esperti e di qualità che conoscono bene la categoria e sanno come affrontarla.

Nel corso della sua carriera si è trovato ad allenare in diversi posti, vivendo esperienze sempre nuove: c’è una particolare situazione che le è rimasta a cuore o che le ha insegnato qualcosa di particolare?

Mi ritengo molto fortunato, in quanto ogni esperienza fatta in panchina mi ha concesso di crescere e migliorare. Mettere a confronto le varie stagioni è impossibile dato che ogni annata è diversa da quella precedente; inoltre mi sono sempre trovato a mio agio ovunque io abbia allenato. Solo a Oppido, nel torneo di Promozione, arrivai al punto di dimettermi, ma solo per una questione di divergenze d’opinione; splendida la salvezza ottenuta a Gallico o anche il percorso fatto nelle ultime stagioni alla Villese. Forse l’esperienza più significativa in assoluto per me, senza nulla togliere alle altre, è stata quando ho guidato gli Allievi dell’Hinterreggio nella stagione della Lega Pro. Lavorare con quei ragazzi e girare il sud Italia in loro compagnia mi ha arricchito tantissimo; l’altra faccia della medaglia era un dispendio di energie enormi a causa delle lunghe trasferte.

C’è stato un allenatore, presente o passato, a cui si è ispirato oppure dal quale ha imparato di più?

Ho avuto fior di allenatori che sono stati o sono tuttora tra i professionisti, dal quale ho appreso molte cose che mi sono tornate utili una volta intrapresa questa carriera. In realtà però sono stato un autodidatta soprattutto per quanto concerne lo stile d’allenamento e la filosofia con cui si deve affrontare il lavoro quotidiano e l’impegno con la squadra.

Tornando alla Gioiese e all’attuale stagione, quale potrebbe essere l’arma in più da poter utilizzare per vincere questo campionato?

I risultati che abbiamo ottenuto finora ci hanno consentito di elevare al massimo la nostra autostima; per quanto mostrato finora, i miei ragazzi meritano indubbiamente il primo posto. Tuttavia adesso avrà inizio il mercato che altererà tutti valori in campo: le squadre più forti si attrezzeranno ancora di più, mentre quelle attualmente in difficoltà diventeranno più competitive e potrebbero rivelarsi pericolose mine vaganti. Lo svantaggio nostro è quello di avere i minuti contati per lavorare in settimana e preparare ogni partita: essendo la struttura Polivalente, ci sono più squadre che si alternano sul terreno di gioco; inoltre ci ritroviamo a poterci allenare tre volte a settimana, con sessioni di allenamento concentrate in appena cinquanta minuti. Entro fine dicembre dovrebbe essere pronto il terreno di gioco del “Cesare Giordano”, in cui ci sarà l’erba sintetica e che potrà servire per alleggerire il carico presente al Polivalente. A Gioia Tauro c’è fame di grande calcio.

Domenico Geria
Collaboratore di ReggioNelPallone.it

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