| Reggina, per il mese decisivo servono forze fresche e qualità...di Pasquale Romano |
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| Domenica 18 Marzo 2012 14:30 | |||
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Quando si è girato verso la panchina, alla ricerca di uomini che potessero ribaltare la partita, Gregucci avrà fatto una smorfia. Campagnacci e Bonazzoli indisponibili, gli altri uomini offensivi già in campo, impossibile equivocare la risposta: Josè Montiel. Il tecnico amaranto, in un momento più che delicato, non aveva altra scelta che affidarsi al centrocampista paraguaiano, da mesi sballottato tra prima squadra, misteriose sparizioni e periodi di prova in Kazakistan. Dopo avergli fatto indossare il suo vestito preferito (trequartista libero di svariare) a Gregucci non rimaneva che incrociare le dita. Montiel, dopo qualche strafalcione e un saggio della sua (non elevatissima) velocità, ha deciso di tirare il coniglio dal cilindro: bordata potente e precisa dai 25 metri, palla che termina la sua corsa dove Bardi non può arrivare. Il ‘Granillo’ esplode e ringrazia, Gregucci smette di sudare freddo. Un calcio di punizione, e la storia può ricominciare. Un tiro, talvolta, basta per riscrivere destini, iniziare un nuovo percorso, sbucare prepotentemente da un anonimato che sembrava inghiottirti.
P.R. - rnp
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