Breda: “Ringrazio tutti. Stagione negativa, me ne assumo le responsabilità”
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Venerdì 25 Maggio 2012 18:31

Roberto Breda e la Reggina, una storia destinata a chiudersi più o meno alle 22e45 di domani sera. Il fischio finale di Vicenza-Reggina metterà fine alla terza esperienza di Breda sulla panchina amaranto. La conferenza pre-partita, considerati gli obiettivi volati via da settimane, è quindi l’occasione ideale per ringraziare e salutare. In punta di piedi e senza mai abbandonare la signorilità che lo ha contraddistinto, Breda ripercorre con lucidità le tappe di una stagione negativa e analizza le motivazioni che hanno portato gli amaranto a mancare l’obiettivo play-off.

CALA IL SIPARIO – “Per la gara di domani vale il discorso delle ultime settimane. Siamo artefici del destino di Nocerina e Vicenza, serve rispetto e professionalità. Anche contro il Sassuolo abbiamo tenuto bene la partita per più di un tempo, il risultato però ci ha penalizzato. Domani è l’ultima gara in casa, ci teniamo a chiudere bene”.


I PERCHE’ DI UN FLOP - “Credo sia mancata la continuità di risultati per dare forza al progetto. I motivi? Secondo me c’è ne più di uno, ma adesso non ha molto senso parlare. Non dimentichiamoci che la Reggina è una squadra ricca di giovani, errori d’inesperienza ci possono stare. Era giusto partire con obiettivi ambiziosi, non raggiungerli è stato un peccato ma non per questo mi sento di definire fallimentare questo campionato. Il progresso di alcuni ragazzi c’è stato, è questa la cosa da conservare. A guardare la classifica adesso sembra che i play-off siano lontanissimi, in realtà bastava più convinzione nel momento decisivo per agganciare il sesto posto”.

MEA CULPA - “Una delle cose più difficili nel calcio è confermarsi. L’anno scorso il gruppo era carico e voglioso di dimostrare qualità e fame di risultati, in questa stagione è mancata la stessa voglia. Devo assumermi le mia responsabilità per non essere riuscito a trasmettere al gruppo la giusta carica. Non do mai la colpa agli altri, per abitudine. Preferisco concentrarmi su quello che ho fatto e dove avrei potuto fare meglio. Se devo parlare di singoli in particolare, credo che da Barillà e Bonazzoli potevo ottenere di più. E’ una sconfitta mia e dei giocatori”.

GIUDICE SPIETATO - “Un errore fondamentale è stato quello di dare tutto per scontato. Sembrava che la Reggina dovesse stare per forza tra le prime della classifica, in realtà non c’è mai niente di definito, è sempre il campo l’unico giudice. Questa sensazione l’ho avvertita sia nella squadra che nella piazza: ogni vittoria era scontata e ogni sconfitta una tragedia”.

VIOLA FORTE, MA… - “Credo che tutti gli attaccanti, Bonazzoli a parte, abbiano disputato una buona stagione. Negli altri reparti c’è stata qualche difficoltà, non a caso spesso si sono viste formazioni diverse. Nicolas Viola? Voglio spendere due parole nei suoi confronti. Sembra che io ce l’abbia con lui, non è assolutamente cosi. Gioca nel ruolo che ho interpretato per tanti anni, posso permettermi qualche giudizio. Credo sia un giocatore dal futuro assicurato, deve però completare il suo percorso di crescita“.


GRAZIE REGGINA - “La società? Io posso solo ringraziarla. Non fosse per Foti e Giacchetta sarei ancora a Salerno a fare l’assessore allo sport, se faccio l’allenatore è principalmente merito loro. Il rapporto che ho con loro non cambierà nemmeno se la termine del campionato mi comunicheranno che non sarò più l’allenatore della Reggina”.

Lorenzo Vitto - rnp

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