Reggina, scampato l’incubo retrocessione. Rischio penalizzazione
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Mercoledì 09 Maggio 2012 12:51



Gianni Rosati collaboratore e non più direttore sportivo, è questa la chiave che salva la Reggina da guai peggiori. La società amaranto, deferita per la presunta combine riguardante la gara con il Grosseto della scorsa stagione (gara terminata 0 a 1, gol di Bonazzoli) non rischia la retrocessione in Lega Pro.

Non essendo Rosati all’epoca dei fatti un tesserato della Reggina Calcio, la stessa non può essere accusata di responsabilità diretta, eventualità che spesso fa da apripista ad una retrocessione. Non a caso nel documento della Procura Federale la Reggina viene accusata di ‘responsabilità oggettiva ai sensi dell’art. 7, commi 4 e 6, e dell’art. 4, comma 2, C.G.S’. Si configura l’ipotesi di responsabilità oggettiva nella situazione in cui un soggetto – in questo caso, quindi, la società di calcio – viene chiamato a rispondere di un fatto produttivo di un danno anche se questo non deriva direttamente da un suo comportamento. In pratica, si risponde di un fatto produttivo di danno anche se lo si è commesso senza dolo e senza colpa. Nelle settimane scorse in Lega si è discusso animatamente in merito alla responsabilità oggettiva. Le società vorrebbero una modifica della norma, che prevede la responsabilità dei club rispetto alle azioni  di un proprio tesserato. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha gelato le speranze dei presidenti: “La norma della responsabilità oggettiva, cosi com’è oggi configurata, rappresenta uno dei capisaldi dello sport e non sarà rivista”.

Proprio per questa motivazione (anche se in questo si caso si tratta di un collaboratore e non di un tesserato) la Reggina, accusata di responsabilità oggettiva, pagherà probabilmente con una penalizzazione. Da scontarsi, salvo ritardi sul calendario delle sentenze, in questo campionato.

rnp

rosatigianni

 

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