Serie B, il pagellone del campionato: LE BOCCIATE
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Sabato 16 Giugno 2012 15:45

 

Seconda parte delle pagelle relative al campionato conclusosi la scorsa settimana. Spazio alle squadre che hanno deluso le aspettative.


EMPOLI – Il sorriso, per quanto decisivo, arriva in coda ad una stagione amara. La vittoria nello spareggio play-out salva l’Empoli dal naufragio in Lega Pro ma non cancella del tutto le nefandezze di un campionato. Il mix di esperti (Stovini, Buscè e Tavano) e giovani sembrava dare garanzie, i toscani invece hanno sempre navigato nei bassifondi. Il valzer delle panchine è la metafora perfetta: è servito il ritorno di Aglietti per portare in salvo la baracca. Stagione di sofferenze, la conferma arriva dalla mossa del presidente Corsi all’indomani della vittoria con il Vicenza: società in vendita, storico d.s. Vitale in partenza. Neanche il tempo di godersi la permanenza in serie B, un gigantesco punto interrogativo adombra il futuro dei toscani. Quale domani per l’Empoli? VOTO 5,5


LIVORNO – Non si può dire sia stato l’anno delle toscane. Anche il Livorno, come l’Empoli, si è salvato dopo una sofferenza durata tutto il campionato. Spinelli si era affidato ad uno specialista del campionato cadetto, Novellino, ormai caduto in disgrazia. L’interregno Madonna non migliorato granché le cose, è toccato a Perotti salvare il Livorno, complice un buon finale di stagione che ha spinto Dionisi e compagni fuori dall’incubo play-out. A dispetto di un organico che sembrava ben costruito, i toscani non hanno mai abbandonato una mediocrità che li ha avviluppati sin dalle prime giornate. L’obiettivo minimo raggiunto ha una sola dedica: a Piermario Morosini, ragazzo semplice e buono, già sfortunato nel corso della sua troppo breve vita, vittima di una tragedia che non ha segnato il Livorno, ma tutto il calcio italiano. VOTO 5,5


REGGINA
– Non sembrava cosi maledettamente complicato voltare pagina dopo il destro al volo di Rigoni che ha spazzato via il sogno serie A della Reggina targata Atzori.  Ripartita da Breda e un’ossatura che si era distinta positivamente nello scorso campionato, la squadra amaranto si è sgonfiata con troppa facilità dopo un buon avvio. I primi mesi avevano incoraggiato la squadra calabrese, sempre tra le prime della classe: con l’inverno invece è arrivata una crisi irreversibile e che nemmeno l’arrivo di Gregucci ha smosso. Sul banco degli imputati la difesa (la peggiore delle prime tredici della classe) e un centrocampo che ha cambiato sempre faccia senza mai trovarsi. Negativa anche la stagione di Bonazzoli, il quale non è riuscito a ripetersi dopo l’ottimo campionato scorso. Foti, amareggiato quanto i tifosi, sembra pronto alla rivoluzione: mossa obbligata dopo una stagione che ha tradito le aspettative. VOTO 5


NOCERINA – Serie B, toccata e fuga. La Nocerina torna in Lega Pro, il campionato cadetto si è rivelato troppo impegnativo per i molossi. Buona la partenza della squadra rossonera, discreto il finale, il ‘buco nero’ riguarda il cuore della stagione, lì si sono concentrate le difficoltà maggiori. Auteri ha pagato la sua coerenza: l’idea di mantenere un calcio propositivo si è scontrato con i valori della serie B, sensibilmente superiori rispetto alla Lega Pro. I numeri confermano le difficoltà del reparto arretrato, con 71 reti il più perforato del campionato. Viaggio di andata e ritorno, ad annacquare l’amarezza rimane la visione di un gioco a tratti gradevole e la consapevolezza di essersela giocata senza mai abbassare la testa.   VOTO 5

GUBBIO – La ‘Cenerentola’ del campionato cadetto non ha trovato la scarpetta adatta. Per qualche mese è tornato in panchina anche ‘Mago Merlino’ Simoni, l’incantesimo ha funzionato solo in parte. Da vera debuttante, la squadra umbra ha finito per annegare nelle difficoltà dovute a un salto troppo grande. La confusione, nel momento decisivo, ha regnato sovrana: dietrofront di Simoni, allontanamento del suo vice, panchina ad Alessandrini a sua volta esonerato per Apolloni. Quasi impossibile scamparla quando si è privi di equilibrio e certezze, soprattutto se la rosa non è completamente adeguata alla categoria.   VOTO 5

ALBINOLEFFE- Privo dell’esperienza illimitata di Mondonico, l’Albinoleffe è presto sprofondato senza mai rialzarsi. A complicare la stagione dei bergamaschi anche il ciclone del calcioscommesse, mannaia che avrebbe ugualmente condannato la squadra alla Lega Pro. Quel (poco) che c’è da salvare nella stagione dell’Albinoleffe, è relativo ai giovani buttati in platea quando il sipario era già calato da un pezzo. Da li si potrà ripartire, non solo tecnicamente: credibilità e identità, messe a dura prova dal processo sul calcioscommesse, vanno totalmente ricostruite.  Di ‘Mondo’  c’è ne solo uno... VOTO 5

VICENZA – Delle quattro squadre retrocesse, il Vicenza era l’unica ad avere un organico che permetteva di evitare l’incubo retrocessione. Difesa affidabile, centrocampo solido, la qualità di Pinardi sulla trequarti, l’accoppiata Paolucci-Abbruscato davanti. Mezzi sufficienti per ottenere la salvezza, volata via dopo lo spareggio con l’Empoli. Anche in questo caso ha influito il valzer delle panchine, con l’ormai abusata formula del viaggio andata e ritorno (in questo caso Cagni) che non ha pagato. Rimane la finestrella delle sentenze sul calcioscommesse, il Vicenza spera di rientrare dalla porta di servizio. Sportivamente però (lo sarebbe anche in caso di ripescaggio) è stata una stagione da cancellare. VOTO 4,5

PADOVA – ‘L’Oscar’ delle deluse (e deludenti) va senza dubbio al Padova. Costruito con fior di quattrini da Foschi, il direttore sportivo dei veneti non ha gestito al meglio la forza economica datagli in dono dal presidente Cestaro. Non a caso il massimo dirigente del Padova lo ha defenestrato all’indomani del campionato, assieme a Dal Canto e parte della dirigenza. Più che appropriato il repulisti generale, impossibile procedere altrimenti dopo un fallimento totale. Come definire la stagione di una squadra che era partita per ottenere la promozione diretta, che avrebbe accettato con scarso entusiasmo i play-off e che ha finito con il toppare su tutta la linea? Complicato trovare l’aggettivo adatto. VOTO 3,5

 

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