| Hinterreggio, Salerno, Martina: storie da scudetto... |
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| Dilettanti - Serie D | |||
| Giovedì 10 Maggio 2012 08:41 | |||
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La qualità va sempre misurata in ottica orizzontale. Un prodotto certificato può smolecolare la concorrenza solo sbaragliandola su distanze brevi, cercando il testa a testa, provando nuove sfide, testando la resistenza per quello che verrà. C'è un qualcosa di assolutamente indicativo nella poule scudetto che questa settimana infiammerà le giornate dell'Hinterreggio. Sotto ogni aspetto, abbracciando una scommessa che chiama a rapporto società, tecnico, squadra. La spiegazione è un caleidoscopio di vertigini, emozioni, anomalia mentale, che parte dal desiderio di poterci provare, difficoltà oggettive a parte. Esserci, quello sì, vuol dire avere realizzato un mezzo trionfo. La poule scudetto della Serie D mette di fronte le migliori squadre, nove su centosessantasette (167!), capaci di vincere il proprio girone. Un po' la Champions League dei dilettanti, con le dovute proporzioni che si devono tra due extra-campionati che, indubbiamente, mettono in gioco forze fisiche e mentali, bacini economici non indifferenti, capacità di organizzazione e, in un calcio sempre più dominato da spese insostenibili, resistenza. Soffermandoci sul "gironcino" dell'Hinterreggio, viene fuori l'oggettiva e comprovata difficoltà del doversi confrontare con due certezze del calcio italiano: la Salernitana e il Martina Franca. Sfida societaria, in primis. Tutte e tre le squadre hanno alle spalle gestioni giovani e fresche di grandi vittorie. Il "Salerno Calcio", che poi è un nomignolo simpatico da affibbiare alla squadra granata, ufficialmente nasce solo nel Luglio scorso. Ma, nonostante questo, può vantare alle spalle un'organizzazione degna dei grandi palcoscenici, quintessenza della quotidianità all'italiana made in Serie A e B. Il club, infatti, vede come comproprietari il presidente della Lazio Claudio Lotito e Marco Mezzaroma, figlio dell'amministratore unico della Morgenstern, Gianni. Il Direttore Generale, poi, è una figura che coi miracoli calcistici ha sempre avuto a che farci: Danilo Pagni, in tempi non sospetti responsabile dell'area tecnica del Chievo, portò il Gallipoli dall'Eccellenza alla B. Anche il Martina ha realizzato un miracolo sportivo. La società biancazzurra ha infatti prelevato la squadra pugliese nel 2008, a seguito di un fallimento gestionale che aveva scaraventato i colori del cavallo rampante tarantino addirittura in Prima Categoria. Da lì in poi, una grande cavalcata, con quattro promozioni in quattro anni! Non v'è dubbio che il banco di prova è allettante, per l'Hinterreggio. La società di Viale Messina, nata dal sodalizio Pellicanò-Rappoccio, in sei anni ha plasmato una squadra che dall'Eccellenza ha fatto un salto mostruoso, arrivando in Serie C - pardon, Lega Pro - . Lega Pro conquistata a margine di un campionato che ha visto la giovane realtà dell'interland contendersi il primato con ammiraglie decadute del calibro di Cosenza e Messina, senza dimenticare la Battipagliese, che fino a qualche mese fa poteva contare sull'apporto del noto imprenditore Cosimo Amoddio (in seguito al fallimento di quest'anno, le zebrette si sono affidate alla guida presidenziale di Giulio Di Feo). Nola, Licata, Noto, si sono limitate a vivere un campionato da outsider, nonostante potessero contare su una storia sicuramente superiore rispetto a quella dell'Hinterreggio. L'assioma società giovani e vincenti sarà, dunque, il primo leitmotiv di questo girone. Il confronto mette in luce che le grandi imprese sono state fatte un po' dappertutto, senza doverci meravigliare per quanto compiuto in casa nostra. L'Hinterreggio, che tra Salerno e Martina rappresenta davvero il fiore all'occhiello per sacrifici e abnegazione, potrà confrontarsi con squadre che l'anno prossimo rivedrà nel girone di Serie C come dirette avversarie. L'aspetto più affascinante per far valere il proprio ego anche lontano dalle terre di conquista dell'ultimo anno. La seconda grande scommessa la gioca il tecnico Gaetano Di Maria, che si deve astrarre da tutto e calarsi appieno in questa nuova, importante sfida. Alcune voci rimbalzate in settimana, hanno messo in dubbio il suo futuro alla guida della Perla dello Stretto. La conferma, nonostante il campionato vinto, pare difficile da ottenere. Ma c'è un ma grosso così che potrebbe cambiare le carte in tavola. Vincere contro due realtà così importanti, per di più in condizioni proibitive (mancheranno elementi del calibro di Francheschini e Palumbo), sarebbe l'ulteriore attestato di merito di un tecnico che, contro infortuni e squalifiche, merita un 10 + come i polli dell'Amadori per la vittoria del suo girone. I tecnici da imbrigliare non sono i più semplici. Carlo Perrone, mister della Salernitana, anni fa portò il Pescina in Prima Divisione, vincendo i play-off contro avversarie più quotate come Catanzaro e Gela. Francesco Bitetto, invece, è arrivato al Martina da una realtà piccola, il San Paolo Bari, ed è riuscito a compiere il grande salto al primo tentativo. Infine, il compito di onorare la competizione da parte della squadra. Non v'è dubbio che l'equilibrio tra le tre compagini sarebbe rispettato se all'appello non mancassero i vari Iossa, Franceschini e Sinicropi in difesa, Crucitti a centrocampo e Palumbo in attacco, senza contare che Lavrendi sarà a mezzo servizio. Per il capitano e per l'attaccante napoletano, niente fase a gironi (sono stati appiedati per tre giornate, una già scontata). Codice rosso, insomma. Ma vincere e segnare la linea di contrasto non è impossibile. Analizzando al convertitore di luce gli altri due organici, salta all'occhio un dato: l'usato garantito da un lato, e la freschezza degli under dall'altro. Il Salerno potrà contare su Biancolino, classe '77, Caputo, classe '80, Giubilato, classe '76, Montervino, classe '78. Tante prime voci, un po' in là con gli anni, ma che in D fanno dell'esperienza una giostra medievale per assoggettare il destino degli avversari. L'arma in più si potrebbe rivelare Ciro De Cesare, che l'Hinterreggio quest'anno l'ha già affrontata con la maglia della Battipagliese. Il Martina, almeno a livello di uomini, non pare poter reggere il confronto con le altre due piazze. In comune con l'Hinterreggio, la squadra pugliese ha lanciato tre under a difendere la porta (Leuci, Comes, Pugliese; Cutrupi, Cambareri, Parisi), valorizzando almeno un giovane di categoria per reparto (in difesa Tundo, scuola Siena; a centrocampo Selvaggio, scuola Lecce). Il valore aggiunto, però, sarà sicuramente Picci, il grande ex, che salterà la prima per squalifica. Il bomber ha realizzato quest'anno 19 reti, e di sicuro vorrà regalare un dispiacere alla sua ex squadra. Metteteci poi che il Cuneo, che l'anno scorso vinse la poule, quest'anno si è classificato terzo nel proprio girone di Lega Pro. O il Treviso che, pur non vincendo l'extra season, ha addirittura fatto il doppio salto, arrivando il Prima Divisione. Confrontarsi con realtà come il Salerno o come il Martina, infondo, è un antipasto di quanto potrebbe accadere tra pochi mesi. Vincere, insomma, per capire chi farà da bussola nell'edizione 2012-2013 della Lega Pro. Quella della fine del mondo, ma non per le profezie Maya. Francesco Mansueto - Reggionelpallone.it
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