| Scommessopoli, Gegic pronto a vuotare il sacco: “Non sono un boss” |
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| Sabato 09 Giugno 2012 15:16 |
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Il ciclone scommessopoli sta per arricchirsi di nuove pagine. Amir Gegic, lo ‘zingaro’ da molti giocatori additato come mente delle numerose combine, ha deciso di vuotare il sacco. Prima di presentarsi dal pm Di Martino, Gegic ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport. QUALE BOSS? - “Non comando nessuna organizzazione. Certo, mi piaceva scommettere e cercavo "informazioni" sulle partite di A e B. I soldi ai giocatori? Non erano mica miei. Ho accompagnato delle persone, facevo da interprete e poi puntavo di tasca mia. Ilievski? Sì, con lui molte volte sono stato in Italia e spesso incontravamo i giocatori per comprare le dritte. Ma non ho mai minacciato nessuno. Non sono il tipo, parla la mia fedina penale. Neppure una rissa o una guida da ubriaco. Niente di niente. E poi se proprio vogliamo dirla tutta, non c’era mica bisogno di spaventare i giocatori..." GERVASONI AL CENTRO -"Ne ho visti a decine di giocatori, nessuno ci ha mai mandato a quel paese. Tutti ascoltavano ed erano interessati. E quelli che all’inizio ci dicevano "no", poi cambiavano idea e richiamavano. Gervasoni ogni sera mi contattava via Skype e mi proponeva partite, nomi di calciatori pronti a vendersi. Le scommesse sono una malattia. E in Italia il virus c’è in tutte le squadre, Serie A compresa. Anzi, ancora non avete visto nulla. Il dottor Di Martino è bravo: se continua a indagare arriverà ai pesci grossi". Rnp
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