Reggina-Cittadella, le voci dagli spogliatoi
Sabato 12 Maggio 2012 17:59

 

Il primo a presentarsi in sala stampa è Alessio Viola. Felice per la doppietta realizzata, l'attaccante amaranto si toglie qualche sassolino dalla scarpa. La considerazione di allenatore e società nei suoi confronti non è stata pari alle aspettative: "Sinceramente i due gol sono serviti più a me che alla squadra, purtroppo non ci sono più obiettivi da raggiungere. Ho sempre dato il massimo, cercherò anche nelle ultime settimane di aumentare il bottino. Il futuro? Penso solo alla Reggina, però mi aspetto più considerazione da parte della società. Dopo quanto fatto nella passata stagione pensavo di giocare di più in questo campionato, spero che in ottica futura società  e allenatore capiscano che per me è arrivato il momento di giocare con maggiore continuità. Per i giovani  non è facile emergere, ricordo l'esperienza di Benevento con grande tristezza: per sei mesi non ho visto il campo, ho quasi pensato di smettere con il calcio. C'è del rammarico per come è andata la stagione, dopo Pescara pensavamo di poter rientrare in zona  play-off, purtroppo non è andata cosi".



E' il turno di Armellino, a segno con un preciso colpo di testa. Il centrocampista amaranto analizza la deludente seconda parte di stagione: "Cosa è mancato per raggiungere il sesto posto? Non è facile trovare una risposta. Io ho sempre creduto nelle qualità della Reggina, la zona play-off era alla nostra portata. Non so cosa è mancato di preciso, la sconfitta con il Verona ci ha tagliato le gambe. Abbiamo le nostre responsabilità, non bisogna gettare la croce addosso a Breda e Gregucci, alla fine in campo andiamo noi giocatori. Non credo che la cessione di Missiroli possa giustificare il calo del girone di ritorno, il suo valore è risaputo ma la squadra poteva ugualmente centrare i play-off".



Roberto Breda striglia i suoi. Nonostante il campionato ha oramai poco da dire, il tecnico amaranto si dice insoddisfatto della prestazione della squadra:  "Oggi la prestazione della squadra non mi è piaciuta. Al di là del risultato, a me piace vedere sempre in campo una squadra unita, oggi ho visto troppi individualismi, questo atteggiamento mi ha infastidito. Il calcio è un  gioco di squadra, non è il tennis: spero che qualche giocatore lo capisca in ottica futura. Stagione fallimentare? Non credo, e comunque per l'analisi finale bisogna aspettare l'ultima giornata. Si poteva fare di più, per alcuni motivi questo non è stato possibile. Missiroli? La sua partenza non giustifica il calo della seconda parte di campionato, la squadra doveva trovare all'interno nuove potenzialità. Quando la società mi ha richiamato, sapevo cosa mi aspettava e quante speranze c'erano in ottica play-off. La sconfitta con il Verona l'abbiamo pagata anche sotto l'aspetto psicologico, la squadra  è giovane,  non  può avere la piena maturità per affrontare  situazioni particolarmente difficili. Mi assumo le responsabilità, ai ragazzi non rimprovero nulla anche se oggi si è ragionato poco da squadra.  Preferisco perdere da squadra e giocando male, come fatto la scorsa settimana a Genova, che pareggiare come fatto oggi dando priorità ad individualismi. Ragusa?  Lui è un lottatore, non molla mai. E' un giovane , deve crescere sotto alcuni  aspetti ma è un giocatore di qualità. Magari la sua sensibilità  e voglia di fare lo ha bloccato in questa seconda parte di stagione ma sono sicuro che presto tornerà ai suoi livelli.  La mancata convocazione di Bonazzoli? Non ho preclusioni nei confronti di nessuno, io faccio le mie scelte in base a quello che vedo in settimana. Non dico che lui si alleni poco o male, però vedo i suoi compagni più in palla".


Pa.Rom - rnp

bredaroberto4

 

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