| Tecnici contro: Armando Madonna, la scheda |
| Sabato 17 Marzo 2012 14:08 |
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ARMANDO MADONNA Nato a Alzano Lombardo (Bergamo), il 5 luglio 1963. Modulo preferito: 4-4-2 . Nel mercato autunnale del 1988, fa ritorno a Bergamo. Quel ragazzino di solin 19 anni ormai è cresciuto, e con gli orobici stavolta recita il ruolo del protagonista, debuttando in Coppa Uefa nell'89/90. Nel 90/91, viene ceduto alla Lazio: 2 goal e 25 presenze, prima di tornare ancora a Piacenza, e contribuire alla salvezza della squadra allenata da Gigi Cagni. Nel 92/93 veste la maglia della Spal, sempre in B, conoscendo l'amarezza della prima retrocessione. Decide quindi di tornare nella sua città natale, giocando con l’Alzano Virescit nel campionato dilettanti. Sembra agli sgoccioli della sua carriera e, invece, con i galloni di capitano, fa parte del gruppo che in 5 anni porta la piccola squadra lombarda dai dilettanti alla Serie B, vincendo anche una coppa Italia di C. Il miracolo Alzano termina al debutto nel torneo cadetto (coinciso con l'immediata retrocessione, nel 98/99), ma 'capitan Madonna' continua comunque a giocare con i bianconeri, chiudendo la carriera da calciatore nel 2001/2002, a 39 anni. In totale, al suo attivo, oltre 600 presenze e 93 reti tra i professionisti. La carriera da allenatore- Da buon bergamasco, non può che cominciare con le squadre del suo hinterland, facendo prima il 'secondo' di Roncaglia all’Alzano Virescit (2002/2003) e successivamente allenando la Primavera dell’Albinoleffe. Il 26 maggio 2008 gli viene affidata la prima squadra, in sostituzione di Elio Gustinetti, quando manca una sola giornata alla fine del campionato cadetto. Ottiene un pareggio contro il Frosinone, disputando successivamente i playoff, persi contro il Lecce.Viene confermato per la stagione 2008/2009 conclusasi con un ottimo nono posto. Nel 2009/2010 però,un diverbio con il presidente porta ad un esonero lampo. Il 7 luglio 2010 diventa il nuovo allenatore del Piacenza, ma vittima di una stagione quanto mai tribolata, non riesce ad evitare la retrocessione in Lega Pro, perdendo i playout proprio con l'Albinoleffe. Nel campionato in corso, ha sostituito il dimissionario Walter Novellino alla guida del Livorno: sotto la sua guida, pur dovendosi ancora guardare le spalle, i labronici hanno dato vita ad un innegabile miglioramento.
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