| 'Senza peli sulla lingua'- di M.Calipari |
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| Giovedì 10 Maggio 2012 09:02 |
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La pausa è stata lunga ma credo giustificata dall’altalenante, soporoso atteggiamento della squadra che mai ha suscitato entusiasmo ma piuttosto delusione e irritabilità. La delusione è soprattutto sportiva perché, economicamente parlando, la cessione di Missiroli è stata un affarone. E adesso quali saranno i programmi futuri? Se con onestà intellettuale non si analizzerà l’annata calcistica recente e se soprattutto le idee societarie insisteranno, senza elasticità, sulla falsa riga del passato, il disinteresse generale aumenterà e ogni disquisizione mediatica sarà superflua. Giudicare i due tecnici che si sono succeduti sulla panchina della Reggina non è un’impresa ardua. Breda ha l’alibi di un organico incompleto in alcuni ruoli e in particolare in quello chiave del portiere. Ha imbarcato gol su gol, ha cercato un modulo per migliorare la fase difensiva con risultati alterni. Il cambio con Gregucci è stato deleterio anche se Breda non ha mai dimostrato grandi capacità nella costruzione di un collettivo dentro e fuori dal terreno di gioco. Gregucci mi è sembrato poco conoscitore dell’organico a disposizione e ha iniziato a guidare un’utilitaria convinto di avere una fuoristrada. Troppe chiacchiere e poca concretezza. Sostenere che il problema della Reggina siano stati,soprattutto, i due tecnici è ridicolo e dimostra molta superficialità nelle valutazioni. Il problema del portiere ha condizionato per mesi la squadra, l’arrivo di un paio di difensori, nel mercato invernale, ha confermato gli errori iniziali e un centrocampo poco funzionale ha aggravato ulteriormente la realtà. Immaginate che il primo centrocampista che con continuità sta dimostrando di meritarsi la categoria, da poche domeniche, è Barillà! Il resto è solo discontinuità. La cessione di Missiroli ha ulteriormente indebolito l’organico. Non è possibile sostenere che la presenza di qualche buon attaccante possa essere sufficiente a competere con squadroni sicuramente con una caratura tecnica superiore. E allora con onestà diciamoci che se si vuole programmare un risultato sportivo, con serietà , bisogna prendere un buon allenatore dicendogli di collaborare sulla scelta degli uomini e non costringerlo ad accettare solo l’esigenza di bilancio. Ci sarà tempo per approfondire il tutto e per capire se la musica cambierà o se resterà sempre la stessa. Mario Calipari
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