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Reggina, Toscano: “L’emozione che provo non si può descrivere, il pubblico sarà il nostro vero acquisto”

Reggina, Toscano: “L’emozione che provo non si può descrivere, il pubblico sarà il nostro vero acquisto”
Reggina
25/06/2019 12:04 | A cura di Redazione ReggioNelPallone.it
Le dichiarazioni di mister Toscano nella prima conferenza da allenatore della Reggina

Conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico della Reggina Mimmo Toscano questa mattina allo stadio “Oreste Granillo”, in una sala stampa gremita e affiancato dal presidente Luca Gallo.

LA TRATTATIVA –  Ci sono situazioni facili e meno facili, la mia era del secondo tipo; ringrazio il presidente e i direttori per avermi aspettato, sapevano che nel momento in cui mi sarei liberato sarei stato della Reggina. Sarà il nostro lavoro che determinerà se sarò profeta in patria. Partiamo da un settimo posto, c’è tanto lavoro da fare, ci stiamo strutturando e organizzando, dobbiamo commettere meno errori degli altri. Vedo frenesia nel voler sapere la squadra, ma è l’ultimo dei problemi, serve compattezza e andare tutti nella stessa direzione. Siamo entrati marginalmente nell’argomento, valuteremo con la società chi fa al caso nostro, scegliendo prima l’uomo e il professionista, il calciatore che ha voglia di lasciare un segno, a prescindere che si vinca o si perda.

TIFOSI VERO ACQUISTO – La cultura del lavoro sarà fondamentale, sull’organico sceglieremo, sarà importante però rivedere sugli spalti tutta quella gente con tanto entusiasmo, merito della società per averlo trasmesso. Il pubblico sarà il nostro vero acquisto. Dire che sono felice di allenare la Reggina non esprime quanto forti siano le emozioni che provo; il senso d’appartenenza deve essere la base, cercheremo di trasmettere ai tifosi tutto ciò. C’è un’idea tecnica, conta cucire il vestito giusto per il materiale umano che andremo ad avere; dovranno essere calciatori funzionali alla nostra idea e lì dovremo fare molta attenzione nella scelta.

RESPONSABILITA’ E APPARTENENZA – Non era difficile convincermi di venire a Reggio, sapevo della grande responsabilità che ho ricevuto, guidare la squadra della tua città è meraviglioso; il presidente mi ha trasmesso entusiasmo come lo ha trasmesso alla città, con lui si può resistere agli scossoni. Il calcio non è una scienza esatta, dovremo commettere meno errori degli altri. Sono molto amico con Massimo Drago, il preparatore atletico Nocera era nel suo staff ed era sotto contratto con la Reggina, abbiamo fatto una chiacchierata e si è deciso di collaborare, è un grande professionista.

UNA BASE IMPORTANTE – La Reggina ha fatto 55 punti, non si può dire abbia fatto male, di sicuro ci sono dei reparti da migliorare; la base è importante, interverremo per sistemare le lacune. E’ prematuro parlare della Coppa Italia, molto dipenderà dall’organico; è una competizione che logora e puoi affrontarla se hai la squadra giusta, sarebbe bello arrivare fino in fondo. La squadra che voglio io deve essere aggressiva e propositiva, deve giocarsela con tutti e non mollare mai, dovrà uscirà dal campo sapendo di aver dato tutto e anche di più. Il Girone B è molto diverso dal Girone C, la situazione ambientale è già differente e anche il livello tecnico, nel B è più alto, la bassa classifica era molto corta; la scelta degli uomini sarà decisiva per affrontare questo girone.

LA REGGINA E’ UN SOGNO – La vittoria del campionato 94/95 è stata la più grande soddisfazione che ho avuto, venivo da un infortunio e ho potuto vincere con la maglia della mia città; era un gruppo straordinario, ci sentiamo ancora oggi con molti di loro, c’era grinta, fisicità, tecnica, voglia, ambizione. La Reggina è la mia infanzia, la mia crescita calcistica, ti passano davanti ricordi incredibili, sono emozioni che vivi fin da ragazzino, giocare su quel campo, vincere su quel campo e adesso sedermi su quella panchina. La sede del ritiro non è ancora decisa, stiamo valutando. Se la società mi chiederà di dare un contributo al settore giovanile, lo farò volentieri e sarebbe un onore; presterò attenzione ai nostri giovani, quando ero nel vivaio non vedevo l’ora di esordire in prima squadra. Hanno fatto bene le squadre giovanili, ci saranno di sicuro valori importanti; le difficoltà logistiche ci sono ovunque e ci sono sempre state, se i ragazzi di oggi facessero i sacrifici che facevamo una volta, nascerebbe qualche calciatore in più.

Foto: Lillo D’Ascola

Redazione ReggioNelPallone.it
Testata giornalistica online Aut. Trib. di Reggio Calabria n. 11/2010 Il calcio e lo Sport nella Provincia di Reggio Calabria.

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