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A tu per tu con… Salvatore Rappocciolo

A tu per tu con… Salvatore Rappocciolo
Dilettanti
25/05/2018 00:00 | A cura di Domenico Geria
Ospite di "A tu per tu" questa sera è Sasà Rappocciolo, uno degli attaccanti più devastanti della storia del calcio calabrese, con oltre 500 gol segnati in carriera

L’ospite di RNP per l’appuntamento di questa sera con “A tu per tu” è uno dei bomber più prolifici della storia del calcio dilettantistico calabrese, se non IL più prolifico di sempre. Salvatore Rappocciolo da quasi vent’anni è l’incubo di portieri e difensori, con centinaia di gol segnati dall’Eccellenza alla Seconda Categoria e con punte anche 40 realizzazioni in un solo campionato. In questa stagione sono stati 18 i gol messi a segno da Sasà, il quale ha contribuito alla tranquilla salvezza del San Giorgio nel torneo di Prima Categoria.

Salvatore, raccontaci un po’ la stagione del San Giorgio.

Siamo riusciti ad ottenere una salvezza abbastanza tranquilla e meritata, con una squadra che era stata costruita per giocare la Seconda Categoria; poi siamo stati ripescati in Prima, e con questa squadra abbiamo centrato l’obiettivo. Abbiamo affrontato un campionato duro, in corsa abbiamo perso diversi uomini per vari motivi, compreso il nostro portiere, Giorgio Ienuso, un elemento molto importante nella nostra squadra. Grande merito della nostra salvezza è però di mister Di Lorenzo, è stato lui l’artefice principale di questo traguardo.

Dopo le difficoltà iniziali, avete probabilmente raggiunto il top della condizione nel girone di ritorno, riuscendo a tirarvi fuori dalla zona playout.

Sì, di sicuro da dicembre abbiamo cambiato volto e al ritorno si sono visti i risultati, raggiungendo il top della condizione e credendo di più nelle nostre forze. Inoltre nel mercato abbiamo avuto la possibilità di trovare persone che ci hanno fornito un grande contributo, come ad esempio Natale Borghetto. Per noi da gennaio è iniziato tutto un altro campionato.

Ancora una stagione molto prolifica per te con altri 18 gol segnati; a quanti sei arrivato in carriera?

Di preciso non lo so, ho perso il conto, ma credo di essere ben oltre i 500; gioco da quando avevo diciannove anni e ho sempre segnato molto, soprattutto negli ultimi anni in Seconda Categoria. Tre stagioni fa ne segnai 40, in due anni e mezzo ne ho fatti più di 100; se a questi sommiamo gli altri centinaia di gol tra Prima Categoria, Promozione ed Eccellenza, il conto è elevato. Dovrei mettermi a contare anno per anno per sapere la cifra esatta.

Nei primi anni della tua carriera hai giocato insieme a Cosimo Saviano, che quest’anno, a causa di un problema al ginocchio, è stato costretto a lasciare il calcio giocato; qual è il tuo pensiero su di lui?

Cosimo ed io siamo praticamente cresciuti insieme e siamo grandi amici; eravamo nelle giovanili del Bocale, ci chiamavano ‘Gemelli del Gol’, abbiamo vinto dei campionati giovanili insieme, avevamo una grande intesa in campo. Mi è dispiaciuto sapere che si ritira, lui è più piccolo di me, ma evidentemente il suo problema fisico lo ha costretto a dire basta. Sono certo che da allenatore saprà fare bene, è un ragazzo serio e di calcio è un grande intenditore; di sicuro si saprà far voler bene e apprezzare. Lo vedrei bene un giorno ad allenare proprio il Bocale.

Per quanto riguarda invece il tuo di futuro, il prossimo campionato indosserai ancora la maglia del San Giorgio? E guardando più in là nel tempo, ti vedi nel ruolo di allenatore una volta appese le scarpe al chiodo?

Di sicuro ho ancora voglia di continuare a giocare, di fare bene e segnare; spero di poter proseguire con il San Giorgio, anche se non abbiamo ancora parlato del futuro con la società. Questa squadra è ormai nel mio cuore, vedremo se ci sarà l’opportunità di rinnovare ancora questo matrimonio; la società ha un progetto importante per la prossima stagione e se rimarrò, farò di tutto per dare il mio contributo. Mi trovo bene qui, è una società squisita, nata da pochi anni ma in grado di farsi conoscere grazie ai risultati che hanno portato ad una rapida ascesa in poche stagioni. Quando deciderò di appendere le scarpe al chiodo, probabilmente rimarrò nell’ambito calcistico ma non so ancora in che ruolo; di sicuro conosco abbastanza il calcio e potrei anche riuscire ad insegnarlo, soprattutto agli attaccanti potrei dare qualcosa in più, essere un allenatore diverso dal solito. Comunque non ci penso, voglio ancora giocare per almeno due o tre anni, desidero far bene, mi alleno costantemente e il fisico mi permette di proseguire. Continuerò a giocare finché mi divertirò.

Domenico Geria
Collaboratore di ReggioNelPallone.it

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