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Audax Ravagnese, Tomaselli: “Far sorridere i più sfortunati la nostra vera vittoria”

Audax Ravagnese, Tomaselli: “Far sorridere i più sfortunati la nostra vera vittoria”
Dilettanti
11/05/2018 17:03 | A cura di Domenico Geria
Il responsabile del settore giovanile biancoazzurro è intervenuto ai nostri microfoni, parlando della Juniores, da lui condotta alle fasi finali regionali, e dell'impegno nel sociale da parte del club

 

Per l’Audax Ravagnese l’esperienza nel campionato di Prima Categoria si è chiusa con un’amara retrocessione diretta, arrivata al termine di una stagione vissuta sempre in fondo alla classifica, con un destino che già a metà torneo sembrava segnato. Di tutt’altro tenore invece è stato il cammino della formazione Juniores: partita in sordina, la squadra guidata da mister Francesco Tomaselli, in un finale in crescendo ha vinto i playoff del suo girone eliminando Calcistica Spinella e Gallico Catona, riuscendo poi ad arrivare fino ai quarti di finale regionali, sconfitta dalla ReggioMediterranea.

Con mister Tomaselli, responsabile del settore giovanile della società biancoazzurra, abbiamo parlato di tutto questo, a cominciare dall’esperienza negativa in campionato della Prima Squadra: “La retrocessione dal campionato di Prima Categoria è arrivata perché probabilmente non eravamo ancora pronti ad affrontare questa esperienza, non solo dal punto di vista tecnico ma anche societario; ci sono state delle situazioni gestite non al meglio e un pizzico di presunzione in campo. Credo che la squadra non abbia capito inizialmente in quale realtà si era ritrovata, l’impatto con la categoria è stato molto forte, e quando cominci male diventa difficile poi tirarti fuori. Mister Surace ha preferito, per vari motivi che posso anche capire, non puntare su alcuni ragazzi della Juniores che gli suggerivo di far giocare; alla fine ha deciso di lasciare la squadra quando mancavano alcune partite al termine, e insieme a lui anche diversi calciatori hanno mollato. Nel complesso giocavamo bene, ma commettevamo degli errori cruciali; abbiamo subito pochi gol su azione e la maggior parte su calcio piazzato, in particolare su rigore, credo che abbiamo stabilito un record per quanti ce ne hanno fischiati contro.”

Dopo l’amaro, il dolce, ovvero il cammino della Juniores, che mister Tomaselli ha costruito e guidato oltre i pronostici della vigilia: “Per la Juniores è stata una stagione più che positiva, dopo un primo anno di costruzione puntando molto sul far fare esperienza agli Allievi; li ho preparati a dovere e sapevo fin dall’inizio di avere una squadra che avrebbe potuto lottare anche per il titolo. Purtroppo la squadra non ha creduto dall’inizio in questa possibilità, siamo partiti a rilento, poi alcuni ragazzi non sono più venuti; quando finalmente sono arrivati i tesseramenti per i ragazzi extracomunitari, abbiamo ingranato dimostrando la nostra forza. Contro la ReggioMediterranea in campionato abbiamo perso la gara di andata subendo due gol intorno al 90′, mentre al ritorno siamo stati beffati su calcio d’angolo diretto, agevolato dal vento; contro il Bocale abbiamo rimontato un doppio svantaggio e in dieci abbiamo vinto meritatamente la partita nel recupero in contropiede. Il nostro cammino si è interrotto ai quarti di finale ancora contro la ReggioMediterranea, ma avremmo potuto arrivare in finale. Purtroppo quando si alza il livello della competizione, avere il mister in panchina come punto di riferimento può essere decisivo; io al momento non posso presenziare alle partite ma è una situazione che spero di risolvere presto, e credo che con la mia presenza in quella partita, qualcosa di diverso sarebbe potuta accadere. Abbiamo dei ragazzi dal potenziale enorme, che se rimarranno all’Audax faranno benissimo il prossimo anno con la Prima Squadra; parlo ad esempio di Crea, un 2000 che ha il potenziale per giocare in Serie C e che quest’anno ha giocato sempre in Prima Categoria, oppure il portiere Galano, o anche Daniel Sogodogo, che con la Juniores ha segnato 18 gol in 10 partite mentre con la Prima Squadra è andato a segno almeno una decina di volte. Su Sogodogo ci sono già gli occhi di grosse squadre, anche di Serie C; ha margini di crescita spaventosi, ma è ancora acerbo, deve imparare a giocare senza palla, fare movimento. Oltre a questi, credo che almeno altri tre o quattro ragazzi della Juniores avrebbero potuto dare una mano alla Prima Squadra; uno di essi è Keita, un ragazzo tatticamente intelligente che può giocare in qualunque ruolo, probabilmente quello che potrebbe fare strada più facilmente proprio per queste sue doti. Abbiamo avuto qualche problema di linguaggio all’inizio, poi ho capito come gestire i ragazzi extracomunitari in partita, aiutati dai compagni italiani che li istruivano sul campo. Ciò che mi lascia basito è vedere come nessuno di questi ragazzi sia mai stato selezionato per un raduno della rappresenta Juniores; il C.T. si lamentava di non avere un vero attaccante, eppure Sogodogo avrebbe fatto al caso suo. I criteri di selezione sono sbagliati, non si devono scegliere i ragazzi dalle partite di Eccellenza e Promozione, bensì dal torneo Juniores.”

Quello che l’Audax Ravagnese ha realizzato, coinvolgendo tanti ragazzi extracomunitari nelle attività sportive, è stato un gesto importante nei confronti dei più sfortunati; mister Tomaselli ci parla di come è nata questa idea e come si è potuta realizzare: “Lo scorso anno conobbi in un centro accoglienza di Reggio un ragazzo, Baba Doumbia; si allenò tutta la stagione con noi ma non potemmo tesserarlo in quanto minorenne. In questa stagione lo ha preso la Reggina, girandolo poi a gennaio al Gallico Catona. Tramite questa esperienza abbiamo deciso di portare avanti un progetto con alcuni centri accoglienza, offrendo la possibilità a dei ragazzi di poter giocare e divertirsi; si tratta di ragazzi provenienti da vari paesi dell’Africa occidentale, con alle spalle storie di vita tristi ed esperienze terribili. La vittoria più bella dell’Audax è stata quella di aver restituito il sorriso a dei ragazzi che i primi giorni di allenamento non sorridevano mai. Abbiamo regalato un sogno a dei ragazzi, che con passione partivano da Gambarie, Arasì e Palizzi per venire a Ravagnese cinque volte a settimana tra allenamenti e partite. Ho fatto giocare tutti, anche quelli tecnicamente meno forti, perché era un premio che meritavano.”

Domenico Geria
Collaboratore di ReggioNelPallone.it

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