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A tu per tu con…Sandro Santoro

A tu per tu con…Sandro Santoro
Viola
25/04/2018 00:00 | A cura di Redazione ReggioNelPallone.it
A Reggio e nel cuore dei reggini ha lasciato un segno indelebile, che niente e nessuno potrà mai cancellare: ai microfoni di RNP "il capitano dei capitani", Sandro Santoro.

304 presenze con la canotta neroarancio addosso, il capitano dei capitani. Avete capito di chi stiamo parlando? Ovviamente di Sandro Santoro, uno degli ultimi esempi di bandiere nel mondo dello sport. Leggi il suo nome e automaticamente lo associ a quello della Viola. Oggi general manager della Leonessa Brescia, è ospite della nostra rubrica “A tu per tu”.

Ben 12 le stagioni di Sandro Santoro con la canotta della Viola Reggio Calabria. Ci racconta le emozioni nell’indossare per così tanto tempo gli stessi colori, il nero e l’arancione, con il delicato ruolo di capitano?

“Vestire per dodici anni di fila la stessa canotta era un fatto già quasi eccezionale a quei tempi, adesso è diventato impossibile anche pensarlo. Per come l’ho vissuta io è qualcosa che mi porto dentro con un senso di soddisfazione immenso in tutto e per tutto; per il modo in cui vivi la squadra da capitano, per il modo in cui vivi la società e per il modo in cui vivi il rapporto che hai costruito con i tuoi tifosi. È stato qualcosa di irripetibile che porterò sempre nel cuore”.

E scommetto che anche quest’anno ha seguito la “sua” Viola… Dovesse descrivere la stagione dei ragazzi di Marco Calvani che aggettivo userebbe? 

Bisognerebbe inventarla una parola per dare un senso alla passione, al sacrificio e soprattutto al coraggio che hanno messo in campo quest’anno coach Calvani e i suoi ragazzi. Giocare con una serie di problematiche che possono rischiare di compromettere le tue prestazioni sportive ottenute sul campo non deve essere per nulla semplice, in un periodo come quello attuale davvero duro per tutti. Eppure questi 10 uomini che hanno vestito quest’anno la canotta neroarancio hanno dimostrato di essere in controtendenza rispetto a un mondo che sembra cambiato e che invece attraverso loro ha conservato quei valori a cui lo sport secondo me si deve ispirare.

La vicenda fideiussione, che ha condannato la Viola alla retrocessione, non ha di certo fatto rimanere indifferente Sandro Santoro, che con un post sui social ha ribadito la frase “Qui non si muore mai”. Maggio si avvicina e con esso il terzo grado di giudizio del Coni. Cosa ne pensa?

“Per esperienza dico che dal punto di vista sportivo i gradi di giudizio si affidano a due istituzioni che sono impegnate a giudicare qualsiasi tipo di tesserato o qualsiasi tipo di società. La federazione ha condannato la Viola alla retrocessione ma fra un po’ si andrà su un altro tavolo, quello del CONI, che in passato ha ribaltato gli esiti di giudizio che si erano consumati a livello federale. Mi viene in mente il caso di qualche anno fa della Virtus Roma. Prima esclusa dalla FIP, ma poi riammessa al campionato dal CONI. Certo è che bisognerebbe sapere a fondo le vicende ed io da esterno non posso conoscerle nel dettaglio, eccezion fatta per quello che si è letto in giro. Credo però che ognuno di noi debba sempre assumersi delle responsabilità e far tesoro di queste esperienze per migliorarsi. Detto ciò, mi auguro che la Viola possa far valere nell’ultimo grado di giudizio le proprie ragioni e che torni immediatamente in serie A2, dove quest anno ha ampiamente meritato sul campo i play-off.”

Meglio per Sandro Santoro indossare i panni di giocatore o da General Manager? 

Potessi premere un interruttore tornerei volentieri indietro a giocare. Lo dico sempre ai nostri ragazzi di godersi questi momenti perchè la vita di un giocatore ha un fascino  imparagonabile a nessun altro tipo di attività. Ammetto di avere tantissima nostalgia di quando ero il capitano della Viola, ma purtroppo gli anni passano per tutti e quindi per chi come me ama questo sport cerca di andare avanti anche sotto altre vesti. Sono felicissimo di essere il general manager di Brescia, anche perché in questi tre anni stiamo facendo qualcosa di straordinario.”

Conclude spontaneamente il capitano: Voglio fare un grosso in bocca al lupo alla Viola e a Reggio Città per l’ultima gara che si disputerà fuori dal campo, ma che sarà come una gara da disputare davanti allo straordinario pubblico del PalaCalafiore, dove tanti, me compreso, anche a distanza, parteciperanno con il cuore per il bene di questi colori.”

Simone Bellantone

Redazione ReggioNelPallone.it
Testata giornalistica online Aut. Trib. di Reggio Calabria n. 11/2010 Il calcio e lo Sport nella Provincia di Reggio Calabria.

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