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Reggina, Maurizi e la salvezza: “Non faremo i playout. Polemiche? E’ dall’inizio che chiedono la mia testa…”

Reggina, Maurizi e la salvezza: “Non faremo i playout. Polemiche? E’ dall’inizio che chiedono la mia testa…”
Reggina
17/03/2018 15:39 | A cura di Domenico Geria
Il tecnico amaranto alla vigilia di Catania: "Se davo retta a tutti dovevo essere preoccupato da un bel pò. I giocatori sono pronti alla battaglia".

Chi poteva pensare ad un mister Maurizi provato dalla nuova crisi di gioco e risultati, o dal crescente malcontento che la piazza sta esprimendo nei suoi confronti, si è ricreduto nel giro di pochi minuti. Il tecnico della Reggina, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Catania, è apparso determinato come non mai, nonché fiducioso sul fatto che i suoi ragazzi sapranno uscire nuovamente dal tunnel…

QUEI BLACK OUT DA EVITARE…Il Catania è una squadra di ottime qualità, ha dei giocatori importanti che hanno fatto addirittura la serie A. Come società ha fatto investimenti importanti per puntare al salto di categoria, dunque incontreremo una squadra molto agguerrita e molto forte, oltre che bene allenata. Noi però cercheremo di fare la nostra partita, purtroppo ci alleniamo per poter proporre un certo tipo di calcio e delle volte non ci riusciamo, questo è il mio grande rammarico. Ci alleniamo tanto, con qualità, ma in campo a volte abbiamo dei blackout e non riusciamo a riproporre quello che facciamo in allenamento.

LA REGGINA SI SALVERA’-Preoccupato? Se davo retta a tutti, dovevo essere preoccupato già da un bel pò. A Catania noi ci giochiamo tanto, ma anche loro si giocano tanto. E’ logico che le partite diminuiscono e dobbiamo fare i punti che ci allontanino da questa maledetta zona salvezza, in senso metaforico mi taglierei un braccio pur di farli. Non siamo mai stati nei playout, e secondo me neanche ci andremo mai. Ci alleniamo per raggiungere prima possibile il traguardo che ci siamo prefissati ad inizio stagione.

I CONTI SI FANNO ALLA FINE-Contestazioni e polemiche? Per me questa è stata una settimana come le altre, nel senso che è dall’inizio dell’anno che chiedono tutti la mia testa. Sono stato accolto con scetticismo, avevo chiesto di essere giudicato a giugno. Chi viene allo stadio ha tutto il diritto di criticare, ci mancherebbe altro, anzi è importante che ci sia una critica verso la squadra e verso l’allenatore, ma noi dobbiamo essere giudicati se non riusciamo a centrare l’obiettivo salvezza. Avevo chiesto di essere giudicato il 15 maggio, se abbiamo anticipato va bene così, ognuno è libero di criticare ed io accetto volentieri, poi quando si gioca così male come abbiamo fatto nelle ultime partite è anche giusto criticare. Però ripeto, aspettiamo il 15 maggio prima di mettere la croce addosso alle persone…

SPIRITO BATTAGLIERO-I giocatori sono pronti alla battaglia, molte volte ci davano per morti e dicevano che eravamo un gruppo spento, ma abbiamo dimostrato di essere vivi e lo dimostreremo anche questa volta, indipendentemente dal risultato. Abbiamo le carte in regola per giocare dovunque con rabbia e con voglia, le somme le tireremo il 15 maggio e non siamo per niente rassegnati, anche perché la rassegnazione non fa parte del nostro vocabolario.

IL CONOSCITORE DELLA CASA…Noi non partiamo battuti mai. Siamo andati a Cosenza, a Matera e ad Andria abbiamo fatto la nostra partita. Abbiamo sbagliato delle partite in casa, altrimenti stavamo a parlare di altro. Come tutte le squadre abbiamo punti deboli e punti a favore. Ho sentito le dichiarazioni di Lucarelli, concordo con lui in tutto e per tutto: proponiamo concetti di gioco, a volte ci riusciamo ed a volte no. Abbiamo sempre risposto sul campo alle polemiche, il miglior conoscitore di una casa è colui che la abita, le altre voci dall’esterno non trovano conferma mai. Siamo un gruppo per la maggior parte unito che vuole raggiungere un risultato, chi fa illazioni lo fa in modo puerile e fuori luogo.

 

Domenico Geria
Collaboratore di ReggioNelPallone.it

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