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Parla il numero 1 viola, Schiavone a RNP: “Io presidente-ultras, la Gioiese è di tutti”

Parla il numero 1 viola, Schiavone a RNP: “Io presidente-ultras, la Gioiese è di tutti”
Dilettanti
03/12/2015 11:06 | A cura di Vincenzo Ielacqua
Il presidente della Gioiese, Rosario Schiavone, ospite di RNP. Progetti e ambizioni viola, il rilancio è già iniziato.

Presidente, o meglio “ultras” come piace a lui: Rosario Schiavone ha il merito di aver riacceso subito l’entusiasmo calcistico in una piazza calda e passionale come quella di Gioia Tauro, dove il Viola è tutto. Lo ha fatto con impegno, con dedizione, con spirito di servizio insieme ad uno staff di amici, prima che collaboratori, ma comunque affidandosi all’esperienza nel settore calcistico.

Bagala-schiavone-avellaIl blasone di Gioia Tauro, realtà calcistica storica, è nelle sue mani. Come sta vivendo i primi mesi in questa nuova avventura?

Chi ha seguito le vicende della squadra, nell’ultima calda estate gioiese, è a conoscenza di come sia nato questo progetto. Ne io, ne il vicepresidente Avella proveniamo dal mondo del calcio, e più che uomini di campo, potremmo definirci uomini di curva. Così un po’ per passione, un po’ per gioco, abbiamo deciso di scommettere in questa nuova sfida, è chiaro che fare esperienza ha un costo, e che molti meccanismi li stiamo comprendendo strada facendo, ma siamo consapevoli che in questa difficile partita abbiamo un importante asso nella manica, che è il nostro D.G. Domenico Bagalà, quello che in poco meno di 20 giorni ad Agosto, ha costruito questo squadrone.

nuova_gioiese-reggina_7_20140824_1061086145Quanto è pesato dentro al suo cuore non essere riuscito nell’impresa di salvare il vecchio titolo sportivo?

Io, come le ho detto, prima che presidente resto un ultras viola. L’anno scorso abbiamo conquistato una salvezza sofferta, sul campo, in Serie D, disputando un girone di ritorno da vertice, conquistando vittorie in campi storici di club blasonati, chilometri per sostenerla, per tifarla, per amarla, come vuole che mi senta? Uno schifo! Per un anno abbiamo aspettato di giocare un derby ed alla fine ne abbiamo trovato uno cittadino. D’altronde questa estate, rinunciando alla famiglia e alle vacanze, con Avella e Bagalà abbiamo fatto di tutto per salvare la categoria, riuscendo in pochissimi giorni a reperire le somme necessarie per l’iscrizione, ma come si sa, per noi non sono stati riaperti i termini.

gioieseultras15-16La sua impronta è stata subito connotata da un forte richiamo all’identità gioiese, sia negli uomini scelti per il campionato di Prima categoria, sia attraverso una precisa campagna di marketing legato al brand Gioiese. Scelta vincente a quanto sembra…

Comincio dalla fine, il marketing legato al brand è tutta opera del vice presidente Avella io lo chiamo “Mr. Innovazione”. Fosse per me, stavamo ancora a stampare ed attaccare manifesti. Noi a dire il vero ci conosciamo da una trentina d’anni, come con Bagalà, che su quaranta direi che rappresentano qualcosa, ma le nostre strade si sono incrociate di nuovo solo qualche mese fa durante l’ultima campagna elettorale, dove è stato lo spin doctor, ma quella è un’altra storia. Gioia ha un palato calcistico fino, una storia importante, squadre di prestigio, e gente che ha fatto Calcio di livello, non pallone. Ci sarebbe piaciuto averli tutti in squadra. Ma un po’ per il budget esiguo, un po’ per la categoria, quest’anno non è stato possibile. Vogliamo puntare sul patrimonio calcistico cittadino, sulle nostre risorse, sia tecniche che calcistiche, sul nostro vivaio. Per questo abbiamo dovuto fare subito una scelta importante su chi affidare la gestione del settore giovanile, è la scelta non poteva che ricadere sull’unico vero uomo di campo di questo progetto, uno che ha fatto calcio ad alti livelli e che nell’ambiente non ha certo bisogno di presentazioni: Peppe Babbuscia.

gioiese15-16In vetta dopo le prime partite. L’obiettivo è riportare subito la Gioiese in categorie superiori?

L’obiettivo prima ancora che esclusivamente sportivo, è quello di creare una società forte che possa sopravvivere ai suoi ‘patron’. La ‘Gioiese è di tutti’ con questo slogan lanceremo la prossima settimana l’azionariato popolare. Vogliamo riportare la squadra in alto nelle categorie che contano, e vogliamo farlo nel più breve tempo possibile.

Spesso, troppo spesso, i problemi delle società calcistiche della provincia sono legati alle risorse economiche che ne limitano la programmazione. Come sta la sua società?

Direi che il problema va ben oltre la nostra provincia, l’idea dell’azionariato nasce proprio da questo aspetto negativo del calcio, troppo spesso utilizzato come ‘lavatrice’ fiscale da ‘imprenditori’ cinici e senza scrupoli che in realtà non hanno alcuna passione calcistica. Certo non è semplice, questa estate quando la squadra è stata ceduta al Sindaco, in molti hanno approfittato dell’attenzione dei media per farsi notare, facendo promesse e prendendo impegni, ma oggi ahimè, sembrano spariti tutti. Nonostante tutto siamo riusciti a gettare le basi per creare quel sistema virtuoso in grado di autosostenersi, di cui più volte abbiamo parlato. È questa la grande scommessa creare un vera e propria assemblea dei soci, sul modello delle società spagnole, poi attraverso la gestione dell’impianto, del settore giovanile e con il marketing legato al brand appunto, dovremmo riuscire a fare il resto.

Dopo il crollo di quest’estate, insomma, tra le macerie si ricostruisce e la luce, a Gioia Tauro, si vede già in fondo al tunnel.

Vincenzo Ielacqua

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