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Morabito a RNP: “La Reggina è stata un sogno, ma questo non è più il mio calcio”

15/01/2014 17:09 | A cura di Redazione ReggioNelPallone.it

Il primo calciatore reggino, a vestire sia la maglia amaranto in serie A che l’azzurro dell’Under 21. Su e giù per quella fascia, con grande sacrificio ed infinito amore per la squadra della propria città. Non solo un calciatore, ma un vero e proprio tifoso in campo. Il nome di Giovanni Morabito, rientra a pieno titolo negli anni più belli del calcio nostrano. Tantissime le vittorie e le emozioni, tantissimi i ricordi di un passato incancellabile, a dispetto di un presente


QUEL SOGNO, CHE COMINCIA DA BAMBINO...Se dovessi raccontare tutta la mia storia in amaranto, faremmo davvero notte (sorride, ndr). Diciamo che con la Reggina ho realizzato il sogno di qualsiasi bambino, ovvero partire dai settori giovanili per poi indossare la maglia della propria città nella massima serie, senza dimenticare ovviamente anche la maglia azzurra. Parliamo di oltre 10 anni, nei quali ho sempre dato tutto quello potevo per onorare al meglio i colori amaranto. E’ difficile racchiudere tutte le emozioni, è difficile sintetizzare le gioie provate per le vittorie o il dolore dopo le sconfitte.


UNA SQUADRA, UNA CITTA’…Il segreto di quegli anni d’oro? Non credo ce ne sia uno in particolare, ma di sicuro c’era una unità di intenti ed una compattezza, che costituivano un grande vantaggio al momento di scendere in campo, dandoci serenità e stimolandoci in ogni partita. Eravamo un gruppo vero, e sapere che al nostro fianco c’era tutta una città, ci ha dato quella carica in più sia in serie A che nella vittoria del campionato di B, che ci ha consentito di riprenderci subito la massima serie. Riguardo quella Reggina, a tutt’oggi sono in ottimi rapporti con alcuni calciatori, tra i quali Mamede, Mozart e Bernini.


LA CRISI- Perchè si è disperso quell’entusiasmo? Non vivendo più la situazione dall’interno, non posso dare una risposta ben precisa: probabilmente, la gente negli ultimi anni si aspettava qualcosa di più dal punto di vista dei risultati, ed in questo senso la delusione ha portato ad un allontanamento. Ripeto, dall’esterno è difficile individurare le cause principali. Quello che posso dire con certezza, è che negli ultimi periodi il calcio è cambiato quasi radicalmente in tanti, troppi aspetti. Se devo essere sincero, non mi riconosco assolutamente nel calcio di oggi, perchè è un calcio che non sento più mio…


L’ALBUM DEI RICORDI…A livello personale, non dimenticherò mai l’esordio in serie B con la Reggina: era il campionato 97/98, ed io venivo dall’esperienza di Crotone, nelle cui fila avevo vinto il campionato di serie D. Immaginate che sorta di emozione possa provare, un ragazzo che si ritrova catapultato dalla serie D alla B…Due anni dopo ci fu il debutto in serie A, ed anche quella fu una gioia unica: è vero, nel massimo campionato  avevo già militato l’anno prima col Vicenza, ma tra i due esordi, in termni di orgoglio e di emozione, non c’è nemmeno paragone.


IL GOL AL MILAN- Era l’ultima giornata del campionato 2000/2001, ed a poco dalla fine ci ritrovavamo sotto di un gol, in una partita che dovevamo assolutamente vincere per disputare quantomeno lo spareggio. Eravamo tutti in avanti, e mi sono ritrovato in ottima posizione davanti ad Abbiati, riuscendo a mettere dentro un pallone che ci permetteva ancora di sperare: ricordo il boato impressionante dei 30.000 del Granillo, che nei minuti precedenti erano rimasti ammutoliti dal gol di Kaladze. Per me fu una sorta di scherzo del destino, visto che il primo ed unico gol in serie A con i colori amaranto, arrivò proprio contro la squadra per cui tifavo da piccolo. Poco dopo, trovammo anche la rete del 2-1, con la quale riuscimmo a fare nostra la gara. Purtroppo, quel successo non bastò per la salvezza, visto che poi ci fu lo spareggio col Verona: ecco, quella maledetta partita rappresenta il ricordo più brutto della mia avventura con la Reggina, ma siccome mi sento male solo a pensarci, non ne voglio neanche parlare…


LA PRIMA VOLTA- Il mio primo gol in assoluto con la Reggina? E certo che ricordo anche quello, anche perchè in tutto ne ho segnati solo due (sorride nuovamente, ndr). Giocavamo contro il Padova, eravamo ad inizio ripresa col risultato ancora inchiodato sullo 0-0: calciai di forza dalla distanza, riuscendo a trovare l’angolino giusto. Sbloccato il risultato, finimmo col dilagare, vincendo 3-0.


COLOMBA E PIRLO SU TUTTI- Ho avuto tanti allenatori bravi e preparati, che ricordo con piacere. Il vero allenatore a trecentosessantagradi tuttavia, per me è stato Franco Colomba: un grande tecnico ed un grande uomo, che mi volle con sè anche nella breve avventura di Vicenza. Il calciatore più forte? Anche in questo caso, non posso avere dubbi, visto che si tratta di uno che nel suo ruolo è quanto di meglio ci sia al mondo: Andrea Pirlo, era ed è un autentico fenomeno.


CHE MALE QUEI FISCHI...Alcuni calciatori nati a Reggio, vi hanno detto che l’atteggiamento ostile di buona parte della tifoseria verso i reggini rende difficile indossare l’amaranto? Hanno perfettamente ragione, sono d’accordissimo con loro. Anzi, a dirla tutta, io sono stato il primo in assoluto a subire tutto questo: a me non veniva perdonato assolutamente niente, non potevo sbagliare nemmeno un pallone, venivo subissato di fischi al primo errore. Sapete cosa mi faceva più male? Sapere che uno come me veniva criticato a prescindere, e poi magari veniva osannato qualche calciatore, il quale quando eravamo tra di noi non perdeva occasione per parlare male della città…


MORABITO OGGI- Mi piacerebbe fare l’allenatore, ma come ben sapete il mio esordio non è certo stato facile (chiaro il riferimento all’esperienza con la Valle Grecanica, che al momento dell’arrivo di Morabito era in piena crisi societaria, e da lì a poco finì col fallire). Allo stesso tempo però, come vi dicevo prima il calcio di oggi non lo sento mio, e mi lascia tanti dubbi; non so se valga la pena continuare o meno. Perchè la Reggina non mi ha mai chiamato dopo che ho appeso le scarpette al chiodo? Non ne ho idea, e comunque non è a me che dovete fare questa domanda, ma alla società. Sono sempre stato uno che dice le cose in faccia, senza paura e senza peli sulla lingua: chissà, forse questo mio carattere oggi come oggi è fuori contesto…


LA STORIA NON SI CANCELLA- Mi dispace tanto, e di sicuro mi fa pensare, il fatto che negli ultimi tempi non si è mai fatto il mio nome, parlando del centenario amaranto. Sia chiaro, non pretendevo certo che si parlasse di me nell’elenco dei calciatori più forti, ma non credo di essere presuntuoso, affermando che il nome di Giovanni Morabito ha fatto parte della storia della Reggina. I giornalisti dovrebbero fare informazione, e la storia andrebbe descritta in tutto e per tutto, non cancellata: ripeto, queste sono cose che mi fanno riflettere…Cosa auguro alla Reggina? Da ex calciatore, da tifoso e da reggino, mi auguro con tutto il cuore che possa rialzarsi.

 

f.i.-rnp

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Redazione ReggioNelPallone.it
Testata giornalistica online Aut. Trib. di Reggio Calabria n. 11/2010 Il calcio e lo Sport nella Provincia di Reggio Calabria.

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